CALDANA

FRAZIONE DI GAVORRANO

Il toponimo di Caldana si suppone che derivi dal latino "Acque calidae ad Vetulonios", ricordata da Plinio.
Nel 1210 i Pannocchieschi si impadronirono di Caldana e vi costruirono un castello fortificato. Nel XVI° secolo, Siena concesse il casteloo al Bellanti che nel 1558 lo vendette a Marcello Austini. E’ a questa famiglia che si devono le più importanti testimonianze architettoniche del borgo.
L’antico borgo medievale, conserva ancora le caratteristiche del castello.
L’ Austini ricostruì il castello, ottenne il titolo di conte da Cosimo de’ Medici e fece edificare la più importante opera presente a Caldana, la chiesa di S. Biagio, esempio forse unico, di edificio sacro rinascimentale nella maremma grossetana. Il progetto della faccia e degli interni della Chiesa di San Biagio è attribuito da alcuni studiosi a Michelangelo Buonarroti. All’interno si trova un affresco con il crocifisso e i Santi Biagio e Guglielmo, opera di Giovanni Nasini.
Nell’ antico borgo sono visibiili i bastioni e meritano una visita le vie adiacenti la chiesa, che conservano ancora gran parte degli elementi architettonici originari.
Caratteristici sono i sotterranei e le antiche cantine, amorevolmente conservate dai caldanesi