GAVORRANO

58023 GROSSETO ITALY


Gavorrano, importante centro minerario fino agli anni '80 è immerso nel cuore dell’ Alta Maremma grossetana. Posto in posizione dominante (273 m), offre al visitatore uno splendido panorama di verdi colline avvolte verso la Piana del fiume Pecora, fino al secolo scorso occupata da paludi e acquitrini, ma trasformata nel tempo in una gradevole campagna coltivata. Pure così vicino al litorale tirrenico raggiungibile in auto in pochi minuti, Gavorrano é lontano dai ritmi frenetici del turismo balneare e può offrire, in alternativa, un’ "immersione" in un territorio dove uomo e ambiente si sono evoluti con rara armonia. Qui convivono suggestivi borghi e migliaia di ettari di macchia mediterranea, querceti e castagneti, tombe etrusche e vecchie miniere.
Gavorrano deriva dal latino Caput Boreanum, trasformatosi poi in Capo Borano, Cavorano e infine nel nome attuale. Questo nome inizialmente indicava solo un’estremità della catena di colline dove successivamente è nato il borgo.
Le prime testimonianze sull’abitato risalgono all’epoca di Carlo Magno (IX SEC. d.c.), che sconfitti i Longobardi donò il Castello di Gavorrano alla famiglia Alberti di Mangona.Alla fine del XII° secolo, Gavorrano apparteneva a Gualfredo, vescovo di Grosseto, a cui succedettero nel secolo seguente i conti Pannocchiechi, la famiglia che forse ha maggiormente segnato la storia del borgo e l’immaginario collettivo dei suoi abitanti, infatti si narra che qui il Conte Nello uccise la senese Pia Dè Tolomei, la cui sorte viene descritta da Dante Alighieri nel “Canto V” della Divina Commedia del Purgatorio.
Il paese è stato un importante centro minerario e sul suo territorio sono ancora visibili le notevoli cave di pietra e le infrastrutture per l’escavazione e la lavorazione del materiale, tanto che nel 2003 è stato inaugurato un grande Parco Minerario situato all’ingresso del paese, da qui  partono gli itinerari per il Teatro delle Rocce e la Miniera Ravi Marchi.
Suggestive testimonianze architettoniche del medioevo (edifici con le strutture originarie di archi, porte e finestre) sono osservabili nel centro storico, infatti è possibile ammirare: il castello di origine medioevale, gli archi, le porte, le mura e gli ampi palazzi turriti.
Non può passare inosservata la Fonte Battesimale che si trova nel muro ovest del castello, in prossimità della Porta di Sotto, nel luogo dove anticamente sorgeva la chiesa plebana. Nel 1788 questa chiesa fu resa inutilizzabile per una grossa frana, fu deciso così, di trasferire la costruzione nella parte più alta del castello. Così sulla Rocca, sorse la nuova Chiesa, consacrata nel 1792. La Chiesa di San Giuliano, conserva al suo interno varie opere tra cui una piccola statua di marmo raffigurante la Madonna del Carmine opera dello scultore senese del ‘300 Giovanni d’Agostino e  La Madonna del Buon Consiglio, un quadro che raffigura la Madonna col Bambino fra loro somiglianti per i lineamenti ben evidenti inseriti in una stupenda cornice settecentesca.
Altra scultura importante è la statua di Santa Barbara posta sul colle della Finoria., Santa Barbara, protettrice dei minatori, viene festeggiata ogni anno il 4 Dicembre con grande partecipazione dei paesani.
Vi sono inoltre importanti musei tra cui  nei pressi del Palazzo comunale il Centro di Documentazione dove sono conservati interessanti reperti degli scavi archeologici realizzati a Castel di Pietra e un Laboratorio di Educazione Ambientale situato alla Finoria, struttura che si pone all’avanguardia nel settore ambientale sia in Italia che all’ estero.