GIUNCARICO
Giuncarico, il cui nome è derivato dal toponimo Iuncarco, è citato per la prima volta in un documento dell’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, del 772, mantiene ancor oggi l’aspetto del borgo medievale costruito dentro ed intorno alle mura.
Il paese appartenne dapprima agli Aldobrandeschi, poi passò ai Pannocchieschi di Elci e di Travale fino ad essere definitivamente conquistata da Siena nel 1314.
Entrando nel borgo, si supera una porta ad arco tondo di pietra, sormontata da un’ alta torre alla cui sinistra troviamo un palazzo cinquecentesco, nato dalla trasformazione di un edificio più antico, nel quale è presente un affresco del XIV° secolo. Questo bel palazzo insieme all’ attigua chiesa di S. Egidio (del XIII° sec.) costituisce un complesso architettonico di rilevante interesse.
All’ interno della chiesa si può ammirare una tela settecentesca, che rappresenta la Madonna fra i Santi. Dell’ antico castello sono conservate alcune strutture : il Cassero e la base a scarpa poligonale.
Non lontano dall’abitato di Giuncarico, nella pianura sottostante si trovano la tomba etrusca di Poggio Pelliccia che è un grande tumulo appartenente ad una famiglia aristocratica di Vetulonia e la necropoli etrusca di S. Germano composta da oltre 20 tombe a tunulo risalente al VI sec a.C.. Poco distante Poggio Zenone dove sono conservati i resti di un castello medievale denominato “la Castellaccia”.
Sempre in località Castellaccia, sul fiume Bruna, sono visibili i resti della Diga dei Muracci, importante opera idraulica voluta dal Comune di Siena attorno alla metà del Quattrocento, al fine di ottenere un ampio invaso di acqua dolce destinato alla pesca. Era costituita da un muraglione cui si collegava un'ulteriore struttura muraria ad arco. Questa opera, squarciata al centro e rovinata nel 1492, è stata ricondotta ad un intervento progettuale di Francesco di Giorgio Martini.
