RAVI
Il nome Ravi deriva dal colore rosso ruggine, detto "Ravo", dal calcare presente sulla pendice orientale del Monte Calvo. Nel 1060 il castello di Ravi fu venduto ai Monaci dell’ Abbazia di Sestinga ; da essi fu poi ceduto sette anni dopo al conte Ildebrando Aldobrandeschi.Nel XIII° sec. divenne proprietà dei Pannocchieschi, due secoli più tardi appartenne dapprima ai Malevolti e poi ai Chigi, due potenti famiglie senesi.
Nel 1460 fù acquistato della Repubblica di Siena e furono aperte delle cave di "marmo rosso", destinate alla costruzione della Cattedrale della Città.
La proprietà del borgo, che conserva ancora oggi la sua insolita struttura "a spirale", passò ai Medici, dopo la vittoria sui senesi del 1555, e quindi, nel XVIII° sec. al Granduca di Toscana Leopoldo I di Lorena.
Il paese mantiene inalterata l’antica struttura caratterizzata dagli stretti vicoli.
Lungo il fianco della collina, su cui sorge il paese, si trova la grotta dell’Artofago, in cui sono stati rinvenuti reperti risalenti a circa 5000 anni fa, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Grosseto.
Ravi, insieme a Gavorrano, è un importante centro minerario della zona. L’intervento di recupero dell’area mineraria ha permesso l’apertura di un vero e proprio museo all’aperto in cui sono presenti quasi tutte le strutture a servizio di una miniera.
